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Industria italiana, dalle fonderie continuano a giungere segnali di allarme

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Le indagine di Assofond fa emergere però delle differenze importanti tra imprese e comparti

C'è un settore produttivo che sta attraversando una crisi strutturale a livello europeo e ovviamente anche nel nostro paese. Si tratta del'industria delle fonderie, che anche nel secondo trimestre dell'anno ha mostrato segnali di rallentamento.

Le grandi difficoltà dell'industria

metalli industriaMentre al centro dell'attenzione rimane sempre l’ex Ilva, dove l’area a caldo verrà chiusa entro fine mese, la situazione dell'industria è stata illustrata dall'ultima indagine Assofond, che ha calcolato l'indice congiunturale della produzione. Questo indicatore misura il suo andamento rispetto al trimestre precedente. Il livello è stato 53,1, ossia poco oltre la soglia di neutralità di 50 che separa l'espansione dalla contrazione. Ed è proprio la contrazione che viene segnalata invece dall'indice tendenziale, ossia quello ottenuto facendo un confronto col secondo trimestre dello scorso anno. Il valore Infatti scende a 49,4.

Le dinamiche sottostanti

Le indagine di Assofond fa emergere però delle differenze importanti tra imprese e comparti. L'industria italiana della fonderia si regge soprattutto grazie al lavoro delle aziende di maggiori dimensioni e quelle più strutturate. Queste realtà infatti hanno registrato un indice congiunturale pari a 63,9, che addirittura su base tendenziale sale a 69,8. Significa che queste grandi realtà dell'industria viaggiano spedite. Ma allo stesso tempo le piccole realtà faticano notevolmente. Infatti a livello congiunturale sono riuscite a malapena a mantenere l'indice fermo a 50, mentre su base tendenziale addirittura sono scese al 43,5. D'altra parte i costi energetici in forte aumento sono una stangata per le nostre aziende, specie quelle più piccole. 

Si notano delle differenze importanti anche a seconda dei comparti. Le fonderie di metalli ferrosi infatti hanno registrato una performance positiva, con l'indice congiuntrale a 57,8. Viceversa le fonderie di metalli non ferrosi hanno avuto enormi difficoltà, con l'indice che è crollato a 40,9 sia su base congiunturale che su quella tendenziale.

Una situazione che allarma

L'industria italiana delle fonderie accoglie con preoccupazione soprattutto un altro dato. Se è vero che il fatturato è cresciuto, la tenuta sembra essere legata più all'aumento dei prezzi che non ha una crescita della domanda e dei volumi prodotti (vi ricordate all'inizio dell'anno quando le quotazioni dei metalli erano in rally e ci si chiedeva se lo scenario era destinato a durare? ). Anche la fiducia delle imprese rimane molto debole, e gli esperti ritengono che le difficoltà dell'industria delle fonderie italiane non sia più una fatto ciclico, ma strutturale.

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