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Investire nelle rinnovabili costa, ma i benefici sono molti di più

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Ecco i risultati di un interessante studio condotto dall’osservatorio rinnovabili di Agici

Ormai sappiamo bene che il futuro dell’economia è nelle energie rinnovabili. Tuttavia il progressivo abbandono dei combustibili fossili ed il passaggio ad un’economia più sostenibile comporta la necessità di investire enormi quantità di denaro. Ma quanto ci costerebbe non farlo?

Perché bisogna investire

oroUn interessante studio condotto dall’osservatorio rinnovabili di Agici ha messo in evidenza l’importanza di una transizione condotta con rapidità per le nostre vite e anche i benefici economici che ne conseguono.

Secondo questo studio, il pieno raggiungimento degli obiettivi del PNIEC (Piano Nazionale integrato per l’energia e il clima) comporterebbe dei benefici economici quantificabili in oltre 160 miliardi di euro entro il 2050. Una cifra enorme, soprattutto se paragonata ai 24 miliardi di euro che si dovrebbero investire per il raggiungimento dei target, ed ai 137 miliardi di euro di costi che dovremmo sostenere se non le rispettassimo.

L’analisi dei benefici economici

Il maggior beneficio deriverebbe dal minore consumo di combustibili fossili (47%), seguito dalla riduzione delle emissioni (26%). Il 20% di questo vantaggio deriverebbe dall’effetto dello sviluppo del fotovoltaico sui prezzi dell’energia, mentre il 6% deriverebbe dall’incremento dell’occupazione. Investire nelle energie rinnovabili quindi è una scelta anche economicamente molto vantaggiosa. Costa tanto farla, ma costa di più non farla.

L’impatto ambientale

È chiaro poi che il tema dello sviluppo delle energie rinnovabili non comporta solo benefici di natura economica, ma principalmente di natura sociale ed ambientale. Da qui al 2050 potremmo ridurre il consumo di gas naturale per 233 miliardi di metri cubi, quello di olio combustibile per 10 milioni di tonnellate, quello di carbone per 700.000 tonnellate, e ridurremo le emissioni di CO2 per oltre 585 milioni di tonnellate.
A tutto questo bisogna poi aggiungere l’impatto sociale, perché un’economia che punta sulle rinnovabili riesce a garantire una crescita più uniforme a tutto il paese, arginando così lo spopolamento delle aree più interne (dove si genererebbe al contrario una maggiore occupazione).

Procediamo troppo lenti

Lo scenario attuale ci pone però ancora a grande distanza dal raggiungimento degli obiettivi del PNIEC, che prevede 131 GW entro il 2030. Anche se negli ultimi anni il nostro paese ha compiuto forti progressi, il ritmo di questa crescita rimane insufficiente, visto che procedendo di questo passo l’Italia accumulerà 17 GW di ritardo rispetto ai target previsti. Inoltre c’è un problema di fondo molto importante, ossia la carenza di manodopera con competenze green. Nei prossimi anni serviranno oltre 2 milioni di dipendenti che le hanno, ma oltre due terzi non si trovano.

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