Si chiamerà Luvo, ed è un assistente virtuale pronto a dare suggerimenti su come operare correttamente in Banca. Sembra una trasposizione fantasiosa di quello che accadeva in "2001 Odissea nello spazio", con l'elaboratore AI Hal9000 che dialogava con gli astronauti. E invece è la futura verità.
Cosa farà Luvo per la Royal Bank of Scotland
Luvo risponderà alle domande dei clienti della banca. Ad esempio su come sostituire la carta di credito smarrita, oppure come modificare il codice pin, oppure come effettuare una specifica operazione. Peraltro sembra che Luvo avrà un sistema cognitivo che imparerà nel tempo a comprendere lo stato d'animo dell'interlocutore, in modo che nel corso del tempo le sue capacità si allargheranno alle aree più complesse. Ma questo è un progetto che verrà implementato dalla Royal Bank of Scotland solo in futuro.
Non dobbiamo stupirci di queste notizie, perché ormai la tecnologia sta entrando ovunque. Se perfino l'agricoltura è sempre più tecnologica, non ci deve stupire che lo siano anche le banche centrali.
Come funziona?
Luvo sfrutta IBM Watson Conversation, un servizio conoscitivo cloud-based, per migliorare l'esperienza di servizio al cliente. La sua "entrata in servizio" sarà graduale. A partire da dicembre, infatti, sarà accessibile tramite il servizio di webchat. Ne potranno usufruire circa il 10 per cento dei clienti Royal Bank of Scotland. Agli inizi del 2016, la banca scozzese ha avviato una sperimentazione del sistema con i dipendenti. Circa 1200 di loro hanno potuto verificare le funzionalità di Luvo. Sembra con ottimi esiti.
Una novità molto costosa
I vertici della Royal bank of Scotland hanno infatti intenzione di lanciare un nuovo sistema di intelligenza artificiale entro la fine dell'anno. Il servizio funzionerà sugli smartphone, e per chi ne ha dimestichezza sarà molto simile a "Siri", il collaboratore virtuale che aiuta gli utenti degli iPhone.
L'idea è molto ambiziosa e probabilmente anche molto costosa, specie se pensiamo che l'istituto scozzese nel 2015 ha accusato perdite per quasi due miliardi di sterline, e ha già tagliato circa 2.700 posti di lavoro da marzo.




