Il mercato dell'auto sta vivendo un'epoca di grande cambiamento, per via della transizione dai veicoli a combustibile fossile verso quelli a energia elettrica. Se le imprese del settore stanno faticosamente abbracciando questo cambiamento, i consumatori invece non lo hanno ancora fatto, come dimostrano i dati sulle vendite di auto usate.
L'usato corre nelle vendite
Secondo i dati forniti da Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), nei primi nove mesi del 2023 le vendite di automobili usate hanno superato 3,6 milioni di unità. Se questo dato di per sé non dice molto, il confronto rispetto alle immatricolazioni di automobili nuove rende chiara l'idea: nello stesso periodo sono state 1,2 milione, praticamente soltanto un terzo.
Sappiamo bene che il settore automobilistico è in crisi da tempo, ma qui emerge un cambiamento strutturale nella domanda che non può essere ignorato.
Il costo come fattore chiave
La corsa del mercato dell'usato, più che da fattori propri viene innescata da fattori che attengono alle auto nuove, principalmente il loro costo. Nel 2022 il prezzo medio di una vettura è stato di poco superiore ai 26.000. Si tratta di una cifra decisamente superiore rispetto a quella che si pagava dieci anni fa, quando il prezzo medio era 18.000.
Inoltre se fino a pochi anni fa si trovavano molte utilitarie a basso prezzo, oggi il numero di modelli disponibili è decisamente ridotto. Se ne trovano pochissimi ad un prezzo inferiore ai 15.000. Con il costo delle auto nuove in crescita, mentre il reddito nazionale medio risulta stagnante a causa dell'alta inflazione, è chiaro che i clienti si orientano sempre di più verso le auto usate. Peraltro anche i prezzi delle assicurazioni in aumento.
Spopola il diesel
La tipologia leader delle vendite di auto usate è quella del diesel (48,1%), mentre stanno dietro quelle a benzina (38,9%) e le full hybrid (5,1%). Il boom delle vendite di auto usate rappresenta una contraddizione forte rispetto all'intenzione di muoversi verso auto meno inquinanti. Le auto usate infatti sono vecchie talvolta anche di un decennio, e questo aumenta il pericolo di trovarci con un parco macchine circolanti molto più inquinanti rispetto a quello che si vorrebbe.




