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Vendite ancora in calo per i quotidiani italiani

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Rispetto al 2019 il bilancio segna -32,8%. Praticamente un lettore su tre non compra più il quotidiano

Il declino che sta vivendo l'editoria da anni a questa parte non accenna a fermarsi. Il calo delle vendite continua ad essere una caratteristica del nostro paese, così come evidenziato dagli ultimi dati dell'osservatorio AGCOM.

I numeri sulle vendite

tasse Nel corso del 2023 le vendite medie dei quotidiani italiani si sono attestate a 1,41 milioni di copie. Si tratta di un numero inferiore del 8,8% rispetto allo scorso anno. Era andata male anche nel 2022, e pure nel 2021 le vendite di riviste e quotidiani erano scese.

Ad essere ancora più inquietante e però è il confronto rispetto alle vendite del 2019: il bilancio segna infatti -32,8%. Praticamente un lettore su tre non compra più il quotidiano, ed è questo uno dei motivi per cui 2700 edicole hanno chiuso negli ultimi 4 anni.

Analizzando i dati dell'autorità di garanzia per le comunicazioni emerge che le vendite sono calate in questi ultimi quattro anni in modo pressoché equivalente tra testate nazionali e locali. Dell'ultimo anno invece la riduzione è stata leggermente maggiore per i quotidiani locali rispetto a quelli nazionali (9,2% contro 8,4%).

Giù il cartaceo ma non decolla il digitale

La crisi dell'editoria è così grave da aver portato alla chiusura di una testata storica come l'Unità per gravi problemi finanziari. Il crollo verticale riguarda soprattutto il quotidiano in formato cartaceo. Le vendite in questo formato si sono ridotte nell'ultimo anno del 10%. Mentre rispetto al 2019 in tale stato del 37,2%.

Tuttavia se Sparta piange, Atene non ride, visto che il formato digitale continua a non decollare. Su base annua infatti il numero di vendite in questo formato non è cambiato granché, e rispetto al 2019 la crescita è stata appena del 13,3%. In termini assoluti il quotidiano cartaceo vende ancora sei volte di più rispetto a quello in formato digitale.

La concentrazione digitale

Un fenomeno interessante riguarda la concentrazione delle copie vendute in formato digitale, che è molto più alta rispetto a quella del corrispondente cartaceo. Le maggiori cinque testate italiane (Corriere della Sera, La Repubblica, Il Sole 24Ore, Il Fatto quotidiano e La Stampa) infatti rappresentano il 60,4% delle copie digitali vendute ogni giorno, mentre la concentrazione di quelle stesse testate nel formato cartaceo è pari al 33,6%.

Il podio delle vendite

Per quanto riguarda le testate a maggiore diffusione, il podio è invariato rispetto allo scorso anno. Il leader delle vendite è il Corriere della Sera con 64,7 milioni di copie, che da solo fa meglio delle altre due maggiori testate generaliste (La Repubblica e La Stampa, 63,1 milioni). Dopo il Corriere della Sera e Repubblica, il terzo Maggiore quotidiano diffusione nazionale è La Gazzetta dello Sport.

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