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Valute: il dollaro australiano vola malgrado i dati sul lavoro contrastanti

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Nel paese dei canguri è cresciuto il numero degli occupati, ma al tempo stesso sale il tasso di disoccupazione

La giornata nel mercato delle valute è finora molto positiva per il dollaro australiano (Aud), che riesce a guadagnare terreno sul dollaro americano, proseguendo quindi lungo quel trend che sta durando da alcuni giorni. La crescita arriva un po’ a sorpresa, visto che i dati macro che sono stati resi noti questa notte non sono del tutto positivi. Si può anzi parlare di dati in chiaroscuro.

I dati macro Australiani e il riflesso sulle valute

Nel paese dei canguri è cresciuto il numero degli occupati, ma al tempo stesso sale il tasso di disoccupazione. Secondo le rilevazioni dell’Australian Bureau of Statistics, il cambiamento del numero di occupati segna a dicembre un dato migliore del previsto.

La crescita infatti è stata di 13500 unità, a fronte di una previsione degli analisti che si fermava a 10mila. Riguardo la composizione di questo aumento, la maggior parte è frutto di impieghi a tempo pieno (9300) rispetto a quelli a tempo parziale (4200).

La reazione del mercato valutario

Forse proprio questo dato ha inciso maggiormente sull’andamento dell’Aussie nel mercato delle valute. Subito dopo la pubblicazione c’era stato un ritracciamento verso il basso del cross AUD/USD, tanto da toccare il minimo di 0.7494. Subito dopo però è partito un rally al rialzo. Sappiamo che adesso il cross viaggia a livelli che non si vedevano da oltre un mese, a quota 0.7562.

CONSIGLIO: Per vedere invece la situazione del rapporto tra USD e EUR, puoi usare un convertitore del cambio dollaro euro

Il tasto dolente della disoccupazione

Tornando ai dati diffusi nella notte, va evidenziato però che c’è anche quello negativo riguardante il tasso di disoccupazione. A dicembre è stata evidenziata una crescita fino a 5,8% (il precedente era 5,7%, che era anche il valore previsto). Questo dato riporta il tasso di disoccupazione ai livelli più alti degli ultimi sei mesi.
A pesare su questa crescita c’è il fatto che c’è stata una maggiore partecipazione al mercato del lavoro (64,7%), che chiaramente ha inasprito la competizione per trovare lavoro.

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