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Tariffe, l’accordo USA-UE che effetto avrà sull’economia italiana?

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L’intesa commerciale prevede il 15% di dazi sui prodotti europei, ma anche altro…

Dopo diversi mesi di tira e molla, speranze e disillusioni, alla fine siamo arrivati ad un accordo Usa-Ue sulle tariffe commerciali. Questa intesa, siglata al termine di un incontro bilaterale tra il presidente Trump e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, disegna uno scenario nuovo per l’economia italiana, che comunque subirà un contraccolpo forte.

L’intesa sulle tariffe

Alla fine Bruxelles e Washington hanno raggiunto un accordo commerciale che prevede il 15% di tariffe sui prodotti europei. L’accordo include anche un impegno da parte europea per l’acquisto di armamenti di produzione statunitense, acquistare dagli USA energia per 750 miliardi di dollari e investire negli USA 600 miliardi di dollari in più.
Le tariffe al 15% sono omnicomprensive (sottolineiamo soprattutto le automobili) ma non includono acciaio e alluminio per i quali la situazione resta com’è.

Una soluzione compromesso

Entrambi i leader hanno espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, che tuttavia è un compromesso che non soddisfa pienamente nessuno. L’Ue riesce a evitare il ricorso a contromisure da bazooka, che avrebbero reso la situazione molto più pesante. Si tratta quindi di una soluzione consolatoria per l’Europa, ma insoddisfacente visto che il Regno Unito se l’è cavata con tariffe al 10%. E resta una soluzione pesante soprattutto per l’Italia.

Il conto pesante per il made in Italy

Con l’aliquota al 15% l’Italia subisce un danno di 23 miliardi di euro, secondo la simulazione del centro studi Confindustria. Il “made in Italy” potrebbe perdere circa un terzo delle sue attuali vendite nel mercato nordamericano, e potrebbe andare anche peggio se il dollaro dovesse restare così debole, rendendo le importazioni ppiù costose per gli americani. La debolezza del biglietto verde potrebbe rappresentare un dazio occulto.
Per adesso la premier Meloni definisce l’intesa un fatto positivo, ma non si è sbilanciata: “se non vedo i dettagli, non sono in grado di giudicare meglio“. Sa già che nei prossimi giorni un coro di proteste si solleverà dal mondo delle imprese.

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