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Tariffe commerciali, i giudici USA danno uno schiaffo a Trump

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Il tribunale di Washington ha deciso che la legge del 1977 non giustifica i dazi

Arriva un nuovo colpo di scena sul fronte del commercio internazionale. La Corte d’Appello federale di Washington ha stabilito che le tariffe di Trump sono in larga parte illegali, rimettendo di nuovo in ballo tutta la questione.

Cosa cambierà sulle tariffe commerciali

oroI giudici di Washington hanno deciso (con voto di 7 a 4) che l’International Emergency Economic Powers Act (Ieepa), ossia la legge del 1977 che secondo Trump giustificava le sue tariffe, in realtà non può essere interpretata come una delega illimitata. Secondo loro infatti l’imposizione dei dazi resta un potere esclusivo che spetta al Congresso e non al presidente.

Trump, in sostanza, è andato oltre i suoi poteri.
Il presidente schiuma rabbia, perché la sua intera azione politica ha poggiato sui dazi. Ha reagito subito dicendo che la sentenza è “partigiana” e “devastante per l’America”.

Cosa accade quindi adesso?

Questo colpo di scena non cambierà nulla fino al 14 ottobre 2025, perché il verdetto resterà sospeso per consentire all’amministrazione Trump di fare ricorso alla Corte Suprema, dove 9 giudici (3 dei quali nominati da Trump) dovranno decidere se confermare oppure no questo verdetto.

Se la sentenza verrà confermata, allora verranno cancellati i cosiddetti “reciprocal tariffs”, ossia il dazio del 10% quasi universale e quelli specifici su Cina, Canada e Messico. Non verranno toccati i dazi su acciaio e alluminio, perché sono stati giustificati con altre leggi.

Le conseguenze

E’ chiaro che uno scenario del genere avrebbe implicazioni molto più vaste e complesse, dal momento che molti Paese avevano siglato con gli USA degli accordi bilaterali che avevano concesso vantaggi a Washington proprio in cambio della riduzione delle tariffe. Ma se queste ultime non esistessero più, allora tutto tornerebbe in ballo. Insomma, una grande confusione.
Pensiamo ad esempio alla situazione dell’Italia, colpita da tariffe sull’agroalimentare, moda, lusso, meccanica di precisione e macchinari industriali. Se i dazi venissero cancellati, i prodotti italiani tornerebbero più competitivi negli Usa e al tempo stesso Bruxelles potrebbe chiedere agli Stati Uniti di rinegoziare accordi bilaterali a condizioni più favorevoli.

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