Un salto all’indietro di 20 anni. Secondo il Fondo Monetario Internazionale bisogna ripercorrere così indietro la storia per trovare dei redditi simili a quelli che guadagnano oggi gli italiani. I salari e la ricchezza della popolazione in età lavorativa è infatti scesa sotto i livelli del 1995, ovvero prima dell’ingresso nell’euro.
La dura verità sui nostri redditi
Colpa soprattutto della crisi, secondo quanto scrive il FMI nel suo ultimo rapporto sull’Italia. La notizia grave peraltro non finisce qui, dal momento che le previsioni dell’istituto di Washington dicono che potrebbe servire ancora un decennio prima che il livello dei redditi raggiunga i livelli del 2007, ossia prima dello scoppio della grande crisi finanziaria.
Il report del FMI sui redditi
Nel resto del rapporto ci sono altri spunti interessanti. L’economia italiana sta sperimentando il “terzo anno di moderata ripresa economica” – si legge nel nell’Article Iv sul Belpaese, ovvero il rapporto periodico ad hoc – Il Fmi conferma infatti la correzione che il Pil italiano ha effettuato una correzione al rialzo, dal momento che viene visto in crescita dell’1,3% nel 2017 e dell’1% nel 2018.
La necessità di tagli alla spesa pubblica
Il FMI sollecita inoltre il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2019. Questo potrebbe avvenire solo tagliando la spesa primaria, riducendo l’imposizione fiscale sul lavoro e ampliando la base imponibile.
A rendere complessa l’attuazione di queste indicazioni ci sono però due fattori. Anzitutto le incertezze politiche legate alle elezioni della prossima primavera. Ma anche l’instabilità del nostro sistema bancario che, malgrado il piano di salvataggio varato dal Parlamento, non si può dire ancora solido. Secondo l’FMI ci sono dei progressi, ma comunque non abbastanza per dire che gli istituti sono al riparo dal problema dell’alto livello dei crediti deteriorati e dalla debole redditività.
Il dato allarmante sulla povertà
Un altro aspetto da evidenziare riguarda la povertà. Secondo l’FMI la quota degli italiani a rischio povertà è aumentata al 29%. Manco a dirlo il picco maggiore si registra al Sud (44%). In questo quadro “l’emigrazione dall’Italia resta elevata”, evidenzia il Fondo monetario Internazionale.



