Uno dei problemi che prima o poi l'economia italiana dovrà affrontare è quello funzionamento del sistema pensionistico, che nel lungo periodo sarà insostenibile. Nel frattempo l'Istituto nazionale di Statistica illustra gli ultimi numeri sulle pensioni nel nostro Paese.
Il report sulle pensioni
Complessivamente lo Stato paga circa 371 miliardi di euro lordi per le pensioni, in crescita rispetto ai 347 del 2023. Il numero di pensionati è 16,4 milioni, di cui 8,4 sono donne.
Nel 2025 l'età media per il pensionamento era 64,7 anni, rispetto ai 64,5 dell'anno precedente. L'aumento si fa molto più sostanzioso se il dato viene confrontato con il 2012, quando per andare in pensione bastavano 61,7 anni in media.
L'importo dell'assegno pensionistico
Per quanto riguarda l'importo della pensione, l'assegno medio mensile lordo ha superato di poco il 1900 euro. Tuttavia per le pensioni anticipate sale a 2.162 euro mensili in ragione della maggiore durata media delle carriere sottostanti. La pensione di invalidità invece in media è di 1130 euro, mentre quelle di vecchiaia 1035.
Va sottolineato che riguardo ai redditi da pensione (fermi), l'INPS lancia un allarme da diversi anni.
Il gender GAP gender tra i pensionati
Come se non bastasse il gender gap per quanto riguarda le retribuzioni, c'è anche quello relativo alle pensioni come evidenziano i dati di INPS. Gli otto milioni circa di pensionati maschi percepiscono in media il 34% in più rispetto a quanto beneficiano gli 8,4 milioni di femmine pensionate. Questo divario pensionistico nasce dalle carriere più frammentate, dai salari più bassi, da contratti part time che spesso le donne sono obbligate a scegliere, dalle difficoltà di conciliare lavoro e vita familiare.
Il dibattito sull'età della pensione
Ogni volta che vengono pubblicati dei numeri sulla situazione previdenziale dell'Italia, si apre un dibattito sulla sostenibilità del nostro sistema pensionistico. L'allungamento dell'aspettativa di vita infatti non può essere ignorato, perché ne vale la sostenibilità finanziaria del nostro sistema nel lungo periodo. Ecco eprché sono sempre più importanti i fondi pensione. Peraltro capita che la previdenza complementare abbia rendimenti che battono il TFR, eppure la loro sottoscrizione ci vede indietro rispetto al resto d'Europa.




