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Offerta di petrolio, secondo AIE si tratta di uno shock senza precedenti

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L’Agenia ha dichiarato che le perdite cumulative provocate dalla guerra nel golfo hanno già superato il miliardo di barili

La situazione sul mercato petrolifero continua a destare grosse preoccupazioni. La crisi in Medio Oriente è ancora lontana dal vedere una soluzione, e nel frattempo un contraccolpo sull’offerta di petrolio che ha innescato una crisi energetica importante. Nella giornata di ieri, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) è tornata a lanciare l’allarme.

Lo shock di mercato sull’offerta di petrolio

petrolioL’AIE ha dichiarato che le perdite cumulative di offerta di petrolio provocate dalla guerra nel golfo hanno già superato il miliardo di barili. Ogni giorno il traffico limitato attraverso lo stretto di Hormuz provoca la perdita di circa 14 milioni di barili.

Per questo l’agenzia parla di uno shock di offerta di petrolio senza precedenti.
Per riuscire ad evitare dei contraccolpi ancora più forti sul prezzo, si sta facendo ricorso alle scorte globali che tuttavia si stanno esaurendo ad un ritmo record.

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Lo squilibrio offerta-domanda

Dal lato dell’offerta di petrolio nel mese di aprile c’è stata una contrazione di ulteriori 1,8 milioni di barili al giorno. Dall’inizio della guerra le perdite totali sfiorano quasi i 13 milioni al giorno. Del resto in quell’area del pianeta si trovano alcuni dei produttori di petrolio più grandi al mondo. Grazie all’aumento della produzione e delle esportazioni dal bacino Atlantico, il mercato riesce a ottenere un certo sollievo, ma chiaramente non basterà a gestire una lunghissima emergenza.

Dal lato della domanda invece l’AIE stima che la domanda mondiale di petrolio si contrarrà di 420.000 barili al giorno a causa del feroce aumento dei prezzi. Il calo della richiesta coinvolgerà soprattutto alcuni settori energivori, come quello petrolchimico ma anche l’aeronautico.

L’andamento del petrolio sul mercato

Intanto la quotazione del petrolio è tornata a salire, dopo la breve discesa di qualche giorno fa quando c’era ancora ottimismo sulla fine della ostilità. Il barile di Brent è quotato circa 105 dollari, mentre il Crude Oil è nuovamente tornato oltre i 100 dollari. I colloqui in corso tra il presidente Trump e il collega cinese XI Jinping hanno momentaneamente interrotto il recente avanzamento del greggio.

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