Uno degli argomenti più caldi di queste ultime settimane sono i dazi che Donald Trump sta minacciando a mezzo mondo. Anche l’Unione Europea potrebbe essere colpita dalla politica tariffaria statunitense, e ciò potrebbe avere gravi conseguenze sul mercato del vino italiano, una delle eccellenze che esportiamo in tutto il mondo.
Perché Trump può far male col mercato del vino
Gli Stati Uniti sono lo sbocco preferito del vino italiano. Il nostro export verso gli USA ha superato in valore quota 1,9 miliardi di euro nel 2024. Se venissero introdotti davvero dei dazi su questo tipo di prodotto, il mercato del vino riceverebbe un colpo violento. Nel caso in cui le tariffe fossero al 20% sui vini fermi e dal 10% sugli spumanti, potrebbe esserci un crollo delle vendite compreso tra il 13 e il 17%, con una riduzione del valore del nostro export di oltre 300 milioni di euro.
Una tendenza che preoccupa
La cosa sarebbe ancora più grave tenuto conto che c’è già una tendenza in atto per il nostro mercato del vino che evidenzia un calo delle esportazioni verso gli Stati Uniti. A causa dell’inflazione c’è stata una flessione delle vendite di circa il 4,4%, che nel caso dei vini fermi arriva addirittura al 6,4% (grazie al successo del Prosecco invece gli spumanti hanno guadagnato l’1,5%). Questa tendenza negativa si verifica anche nella grande distribuzione.
Danni alle aziende ed ai consumatori
Se davvero si concretizzasse uno scenario del genere, il danno non riguarderebbe soltanto le aziende che operano sul mercato del vino. Queste ultime infatti non potrebbero da sole sostenere questo extra-onere, e di conseguenza una parte del costo verrebbe scaricato sul consumatore finale.
L’importanza del governo
È chiaro quindi il motivo per cui il mercato del vino italiano spera soprattutto che il rapporto privilegiato tra la nostra premier Giorgia Meloni e il presidente americano Trump (ricordiamo che la nostra era l’unico Premier UE presente alla cerimonia di insediamento) possa portare ad un trattamento di favore verso uno dei prodotti di eccellenza italiana. A conti fatti, il mercato del vino italiano non può permettersi il lusso di perdere un cliente così importante come gli USA.


