La fotografia del mercato del lavoro in Italia continua ad evidenziare enormi problemi per le donne. Oltre ad essere meno pagate rispetto ai colleghi maschi, vivono più frequentemente situazioni di precarietà e raramente vengono occupate in ruoli strategici. Come se non bastasse tutto questo, c'è anche il grave problema di riuscire a conciliare vita lavorativa e familiare, perché i servizi a disposizione restano pochi.
La fotografia del Lavoro al femminile
Un'analisi effettuata dal servizio studi della Camera ha evidenziato una serie di criticità nel rapporto tra il lavoro e le donne. Problemi talmente numerosi e seri che l'Italia è ultima nell'Unione Europea per quanto riguarda il tasso di occupazione femminile. Lo è peraltro anche in modo nettissimo, visto che il tasso di occupazione in Europa è del 69,3%, mentre nel nostro paese arriva appena al 55%.
Anche per questo, nella manovra di bilancio 2020 vennero aggiunto nuovi sgravi per arginare la crisi e il divario con gli uomini. Evidentemente però la strada da percorrere è ancora lunghissima.
Il gender gap
A rendere questi dati ancora più insopportabili è il fatto che, rispetto alla popolazione maschile, si registra una differenza notevole. Gli uomini occupati sono infatti 13 milioni mentre le donne al lavoro sono 9,5 milioni.
Anche un altro dato è drammatico: circa il 20% delle donne deve abbandonare il proprio posto di lavoro a seguito della maternità. Addirittura il 52% delle donne che lasciano il lavoro, lo deve fare perché non riesce a conciliare la vita professionale con quella familiare. Questa percentuale è quasi il triplo rispetto al numero di donne che lasciano il lavoro per considerazioni di natura economica.
Il divario retributivo
Altra nota dolente è il divario tra lo stipendio dei maschi e quello delle donne (gender gap), a parità di mansioni e di orario di lavoro. Il GAP retributivo medio (la differenza nella retribuzione oraria lorda tra uomini e donne) è pari al 5%, che sarebbe anche migliore rispetto a quello europeo (13%). Tuttavia il divario sul reddito complessivo schizza al 43% che è molto più alto della media Europea (36,2%). Un altro problema serio è la mancanza di servizi che potrebbero aiutare le donne a conciliare lavoro e famiglia. Gli asili nido Infatti è notevolmente bassa rispetto alle richieste di iscrizione che finiscono così per essere in gran parte insoddisfatte specialmente nel sud.




