Home

Lavoro, dopo il caso Almaviva nuove norme sui call center

Scritto da -

Da tempo i sindacati invocano un intervento normativo forte

Il caso Almaviva ha scoperchiato un pentolone che era già bello che aperto, quello del lavoro nei call center, ma nessuno voleva andarci a guardare dentro. La situazione dei dipendenti di queste aziende è sempre stata economicamente pessima e umanamente a tratti insostenibile, ma soltanto oggi pare che qualcuno se ne accorga. Meglio tardi che mai.

Nuove regole sul lavoro nei call center

Il giro di vite è stato annunciato dal ministro dello Sviluppo Calenda. «Ho chiamato e avvertito quei gruppi che hanno deciso di spostare i call center in Paesi Ue o extra Ue (solo a Tirana, in Albania, ci sono 25mila addetti), renderemo più dura la legge e nel frattempo pubblicherò i nomi perché ci sono comportamenti predatori».

Quindi dovrebbero finalmente arrivare le nuove norme sul lavoro nei call-center invocate da tempo dai sindacati. Riguardo ai tempi che serviranno per approvarle, però c’è solo tanta incertezza.

Un tavolo di confronto al Ministero

Intanto è vicino il momento del tavolo di confronto al ministero, per discutere con l’azienda e i sindacati sui 2.511 licenziamenti a Roma e Napoli. Intanto i gruppi politici consiliari di maggioranza e opposizione del comune partenopeo hanno presentato un ordine del giorno per ribadire il «No alla chiusura e agli 845 licenziamenti».

Hanno altresì invitato il premier Renzi, in caso di rifiuto da parte dell’azienda, di avviare un’azione di rivalsa contro Almaviva per recuperare tutte le agevolazioni e i contributi regionali e statali del quale hanno beneficiato per svolgere la loro attività.

Non è possibile commentare questo post.

IN EVIDENZA