Non si tratta del settore più in vista quando si tratta di parlare di problemi economici, ma l'industria degli elettrodomestici è qualcosa di irrinunciabile per le nostre vite e il nostro sistema economico. Proprio per questo motivo, la grave situazione di crisi che vive il comparto in Europa deve far riflettere.
Cosa succede all'industria degli elettrodomestici
Da diverso tempo l'industria degli elettrodomestici sta affrontando un pesante calo delle vendite. A causa del caro vita alcune voci di spesa sono state pesantemente condizionate, e i consumatori cercano di allungare il più possibile la vita degli elettrodomestici più vecchi, rinviandone il ricambio.
Nel 2023 il bilancio segna meno 20% rispetto all'anno precedente. E nel 2024 le cose non stanno andando meglio, visto che nei primi mesi dell'anno il calo è stato del 16%. Uno sprofondo continuo che avviene tra chiusure, dumping, e promozioni aggressive nel settore retail.
Una crisi che colpisce anche l'occupazione
Questa situazione critica è particolarmente preoccupante soprattutto nei paesi del Sud e dell'est dell'Europa, che hanno una forte forte vocazione manifatturiera.
Il deterioramento delle vendite dell'industria del degli elettrodomestici finirà per avere riflessi pesantissimi anche dal punto di vista occupazionale, perché se da un lato le vendite sono un calo, dall'altro i costi rimangono elevati soprattutto per l'energia (al posto del gas rosso a buon mercato bisogna utilizzare fonti più costose come olio e gas norvegese o statunitense), e questo mix diventerà fatale per molte imprese, che saranno costrette a chiudere o a ridimensionare drasticamente la loro attività.
Le colpe politiche
Se l'industria degli elettrodomestici in Europa vive un momento estremamente difficile, è anche a causa delle decisioni politiche sbagliate prese negli ultimi anni (per lo più sotto la spinta dei paesi nordici, che non hanno un grande sistema manifatturiero). Ad esempio, i rigidi provvedimenti in tema di decarbonizzazione dell'economia, benché ineccepibili dal punto di vista climatico e anche morale, non hanno però tenuto conto delle necessità di adeguamento graduale da parte dell'industria. Anziché venire dosati per evitare stress alle industrie, le misure al riguardo sono stati imposte senza alcuna valutazione concreta delle conseguenze che avrebbero avuto. Una di queste ad esempio è stata di esporre le nostre aziende al feroce import asiatico a basso prezzo (ma chiaramente anche di bassa qualità).




