Sarà una settimana delicata per il franco svizzero, che negli ultimi giorni di agosto ha fatto registrare delle profonde oscillazioni sul mercato valutario, soprattutto contro il dollaro. Il test del missile nordcoreano ha infatti sconvolto parzialmente i mercati, alimentando l’attenzione verso i beni rifugio.
Perché c’è stata la frenata del franco svizzero
Se l’oro ha avuto una marcia da record, anche yen e franco svizzero ne hanno risentito. Il cambio EUR/CHF non si è mosso granché, vista la natura del conflitto, mentre quello USD/CHF ha ondeggiato su e giù. Già perché se in un primo momento c’è stato il contraccolpo, subito dopo s’è registrata una brusca inversione. Abbiamo così visto il formarsi di molte inflection-line utilizzando la strategia grafico Kagi trading, con scalini rossi e verdi uno dopo l’altro.
I driver della moneta elvetica
E’ convinzione abbastanza diffusa che le condizioni accomodanti di politica monetaria sosterranno la propensione al rischio. Se osserviamo l’andamento dei flussi di capitale, possiamo osservare come gli asset a rendimento più elevato continuano a trarre vantaggio dal premio di rischio globale più basso.
Questo aspetto è ancora più evidente sui mercati emergenti. Una dimostrazione di questo decremento dell’avversione al rischio che si respira sui mercati, c’è il fatto che i rendimenti dei decennali USA sono calati arrivando al 2,12%. Inoltre stanno testano i livelli minimi del 17 giugno scorso.
La posizione della Banca Nazionale Svizzera
Tornando alla situazione del franco svizzero, va detto che la Banca Nazionale Svizzera rimane su una posizione molto difensiva, malgrado la rapida svalutazione della propria valuta contro l’euro. E’ interessante fare un esame di questo cross con l’oscillatore stocastico (suggeriamo il miglior settaggio stocastico lento 20 5 5). Il bilancio della BNS prosegue lungo la sua fase di espansione, in modo da compensare la forza del CHF sul forex.
Secondo quanto emerge dalle dichiarazioni dei membri del board, una quota del 20% riguarda investimenti in azioni. L’effetto congiunto della riduzione della propensione al rischio e dell’azione della banca centrale per arginare la forza del CHF, rendono la valuta svizzera un ottimo modo di finanziamento per il carry trade. Tenuto conto che la domanda di valute emergenti si mantiene su livelli forti nel forex, si può dedurre che il CHF dovrebbe rimanere ancora per un po’ nella sua fase di debolezza.



