L'asticella delle difficoltà continua a salire ancora per le imprese italiane. Il problema principale rimane quello sul tavolo da parecchio tempo, ossia il costo dell'energia. Ad alzare ulteriormente il livello d'allarme è una stima di Confesercenti riguardo alle bollette del periodo estivo.
Un'enorme voce di costo
Nel prossimo bilancio delle imprese del commercio, della somministrazione e dell'accoglienza italiane alla voce costo per le bollette troveremo una stangata complessiva da 870 milioni di euro.
La maggior parte di questo importo, circa 700 milioni dipendono dal rincaro del prezzo dell'elettricità, mentre altri 170 milioni dall'aumento del gas. In generale le bollette elettriche avranno avuto rincari superiori al 40% con punte anche del 50% per le imprese della ristorazione e alberghiere. Tuttavia sottolinea Confesercenti, in alcuni casi ci sono stati aumenti vicini al 90%.
Va peraltro aggiunto che tutte le imprese stanno soffrendo di questo scenario. Anche per questo il lavoro artigiano cala e sempre più botteghe abbassano le saracinesche.
Cosa ha provocato questo aumento shock
L'incremento del costo della bolletta energetica per le nostre imprese è frutto di due fattori che hanno agito contemporaneamente.
Da un lato l'aumento del prezzo dell'energia all'ingrosso, visto che tra giugno e agosto il PUN è aumentato di oltre il 30%, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Peraltro il rally dei prezzi dell’energia non si spegne neppure in avvio di settembre.
Dall'altra parte c'è stato un aumento così forte delle temperature, da spingere verso l'alto anche i consumi, trainati dal maggior utilizzo degli impianti di climatizzazione e refrigerazione.
Il turismo piange
L'impatto di questi aumenti sul settore turistico è particolarmente significativo. Confesercenti ha stimato che per un albergo medio da 45 camere, nel trimestre estivo il costo della bolletta elettrica è passato da 8.200 euro circa a 12.200 euro, ossia il 48% in più. In termini percentuali l'incremento è analogo a quello dei ristoranti, dove però la spesa è salita da 2.100 euro a 3.100 euro. Per i bar si è passati da una spesa media di 1.250 euro a 1.800 euro. I rincari sono stati consistenti anche per le attività di commercio, sia alimentari che non.
Va peraltro aggiunto che in questo momento preoccupa la crescita del gas, visto che nel trimestre estivo il prezzo è salito del 30% rispetto allo stesso periodo del 2025. Oggi i maggiori guadagni tra le materie prime sono proprio quelli del gas naturale UE (5,95%) e del gas naturale Regno Unito (5,75%), che sono negoziabili anche sui broker 0 zero spread. Tenuto conto che ci stiamo avvicinando alla stagione fredda, già vengono i brividi.



