Giovedì prossimo l’istituto centrale della Eurozona si riunirà in meeting per decidere cosa fare dei tassi di interesse. Il mercato non ha dubbi che la Banca Centrale di Francoforte alzerà il costo del denaro di 25 punti base, portandolo così al 2,25%.
La prima stretta della Banca Centrale Europea
Se tutto andrà come previsto, l’istituto di Francoforte tornerà a fare una stretta monetaria dopo quasi 3 anni, durante i quali invece era stata impegnata nel ciclo di allentamento monetario.
Questa svolta da parte della Banca Centrale Europea nasce soprattutto dagli sviluppi geopolitici e dalle loro conseguenze sull’inflazione.
Il problema della guerra nel Golfo
Da quando è scoppiata la tensione nel Golfo, con la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz, i prezzi dell’energia sono aumentati notevolmente alimentando il rischio di una forte spirale inflazionistica. L’energia costa quasi l’11% in più rispetto ad un anno fa, a causa del rialzo dei prezzi del petrolio. Si è stimato che a causa del conflitto ogni famiglia italiana patirà rincari per 1000 euro. L’inflazione ha raggiunto il 3,2% a maggio, il livello massimo da settembre 2023. Per questi motivi la Banca Centrale Europea vuole correre rapidamente ai ripari.
I falchi della BCE e il rischio stagflazione
All’interno del board di politica monetaria sono soprattutto alcuni membri del comitato direttivo a spingere un impegno forte da parte dell’Istituto. Tra questi c’è il capo economista Philip Lane nonché il membro del comitato esecutivo Isabel Schnabel.
La grande paura è che possa crearsi uno scenario di stagflazione, ovvero di crescita dell’inflazione e una contemporanea frenata dell’attività economica. La priorità dell’istituto è comunque quella di evitare che l’inflazione riprenda a correre con forza.
Cosa pensa il mercato
Gli operatori di mercato ritengono con una probabilità del 95% che la Banca Centrale Europea effettuerà una stretta giovedì prossimo, per questo motivo i segnali forex gratis in tempo reale puntano sull’aumento dell’euro. Tuttavia gli osservatori sottolineano che l’aumento del costo del denaro non si traduce automaticamente nell’inizio di un nuovo ciclo restrittivo. Se l’inflazione dovesse frenare, potrebbe bastare anche un solo intervento. Ma tutto dipenderà da quanto lungo sarà ancora il conflitto nel Golfo.




