I risultati delle banche del vecchio continente anche nel 2026 saranno molto positivi, e ciò farà felici anche gli azionisti. Si prevede infatti che un fiume di denaro sotto forma di dividendi e buy-back scorrerà anche quest'anno.
La distribuzione di denaro
Ci sono essenzialmente due modi attraverso i quali le banche riconoscono un premio ai propri azionisti. Il primo è diretto, ossia attraverso il pagamento di un dividendo. Ma il denaro può arrivare anche in via indiretta aglli azionisti tramite le operazioni di byback, con le quali un'azienda acquista azioni proprie sul mercato e riduce di conseguenza il numero di quelle in circolazione (spingendo verso l'alto il loro valore).
Secondo una ricerca diffusa da Bloomberg, nel corso del 2026 le distribuzioni di denaro agli azionisti raggiungeranno un nuovo record. Verranno infatti elargiti 228 miliardi di euro, circa il 13% in più rispetto alle somme distribuite nel 2025 (a sua volta un anno da record).
Gli istituti finanziari corrono
È evidente che queste grosse elargizioni di denaro testimoniano l'ottimo stato di salute degli istituti finanziari europei. Mentre la gran parte della popolazione globale deve fronteggiare le conseguenze dei conflitti geopolitici e commerciali, le banche e gli altri istituti finanziari europei continuano a fare grandi business. Nel primo semestre infatti gli utili delle banche europee sono cresciuti del 10%, arrivando ad un valore netto di circa 22,9 miliardi di euro. Nel secondo trimestre l'incremento è stato addirittura del 18%. Una bella spinta è arrivata dagli alti tassi di interesse fissati dalla Banca Centrale Europea, che a giungo ha realizzato una nuova stretta monetaria.
Le banche in prima fila
Le banche vere e proprie mobiliteranno circa 147 miliardi di euro, circa due terzi con dividendi e un terzo con operazioni di bypack (magari c'entra anche il fatto che il costo di un conto corrente è cresciuto di un quarto in un decennio). Fra le principali realtà bancarie europee che distribuiranno denaro ai propri investitori ci sono HSBC, BBVA, Santander Allianz e Intesa San Paolo.




