Il commercio su internet ha avuto una forte impennata durante la pandemia, e continuerà a crescere ancora nel corso di quest'anno. Al punto che il valore dei prodotti venduti sul web dovrebbe salire a 30,6 miliardi entro la fine del 2021. Questa è la previsione formulata dal Politecnico di Milano in occasione, resa nota in occasione del convegno “eCommerce B2c: i nuovi equilibri dell’omnicanalità nella pandemia”.
Come sta cambiando il commercio
Durante i mesi della pandemia, le misure di lockdown hanno costretto gli italiani a fare le loro spese in buona parte sul web. Inoltre i consumatori hanno dovuto utilizzare in modo più frequente i canali online in tutte le fasi del processo d’acquisto, da pre al servizio post-vendita. Si trattava di un processo già in atto, ma che è stato stimolato ulteriormente, generando un forte boom. Perfino nell'industria alimentare ci sono stati questi cambiamenti.
L'online ha salvato il Retail
Nel 2020 il commercio sul web in Italia ha registrato una crescita del +45%, mitigando la crisi del settore Retail, che nello stesso periodo ha registrato la chiusura di oltre 9.000 negozi e innescato una crisi durissima per le nostre imprese.
Anche se nel 2021 la crescita del commercio sul web non raggiungerà i livelli dell'anno passato (si stima che sarà +18%), comunque si tratta di un percorso di grande crescita. Il settore che maggiormente sta risentendo dell'incremento del commercio su internet è il Food&Grocery, che segna +38%, seguito dall’Abbigliamento e accessori +26% e dal Beauty +20%.
L'offerta si adegua
Se la svolta online del commercio è indotta dai nuovi comportamenti dei consumatori, anche dal lato dell'offerta è richiesto un adeguamento. Per soddisfare l’incremento di domanda online e per supportare le mutate esigenze dei consumatori, le aziende hanno dovuto investire nell’innovazione digitale, rivedere la propria strategia e potenziare i canali di interazione e vendita. Inoltre la crisi pandemica ha evidenziato i limiti del customer care delle nostre aziende. Su questo bisognerà lavorare parecchio. Non si tratta di una vera e propria migrazione dall’offline all’online, bensì di un nuovo punto di equilibrio tra questi due tipi di commercio, che diventano interdipendenti.




