La corsa alla Casa Bianca indebolisce il dollaro. La possibilità che Donald Trump potesse diventare il nuovo presidente degli Stati Uniti era impensabile fino a una decina di giorni fa, ma i recenti sondaggi (uno in special modo che lo dà addirittura in vantaggio) dicono che la corsa alla casa ovale è apertissima.
L'effetto Trump sul dollaro
Giò un paio di giorni fa la notizia della rimonta di Trump ha scosso le piazze Europee di Borsa. Ma il ribaltone Trump ha avuto subito degli effetti sui mercati valutari, dove il dollaro sta scivolando pesantemente nei confronti di tutte le major.
A inizio mattinata, infatti, il cross Eur-Usd segna +0,33% (a 1,1092). Ancora più forte l'indebolimento del dollaro nei confronti dello Jpy (-0,55%). Il dollaro perde terreno anche su sterlina (Gbp, 0,26%) e Franco svizzero (0,58%).
Il mercato boccia l'ipotesi Trump
Ma perché tutto questo? Perché il mercato non vede di buon occhio l'eventuale elezione di Donald Trump, che viene considerato una minaccia alla stabilità finanziaria. Inoltre Trump ha idee molto restrittive sull'immigrazione. Ecco perché il peso messicano è crollato sul dollaro dopo l'inchiesta FBI sulla Clinton.
Il fatto più grave è che fino a una settimana fa nessuno era convinto che potesse tornare in corsa per la vittoria, e quindi il suo ribaltone ha scombussolando i mercati, che stanno reagendo in modo isterico.
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Il meeting della Federal Reserve
Oggi intanto c'è un appuntamento teoricamente importante con la FED. L'istituto centrale infatti deve decidere come agire sui tassi di interesse. Ma sembra scontato che li lascerà invariati, limitandosi a segnalare un loro rialzo il prossimo mese. Sempre dagli USA sono attesi due dati macro importanti. Il report sui nuovi occupati (stima ADP) a ottobre, che secondo il consensus ammontano a 163mila; le scorte settimanali di petrolio.




