Banche, il costo di un conto corrente è cresciuto di un quarto in un decennio
Riuscire a mettere da parte dei risparmi richiede tempo e sacrificio. Affidarli alle banche richiede poi un costo che negli ultimi anni è andato crescendo. Addirittura parliamo di un incremento pari a un quarto in un decennio.
Quanto ci costano le banche
Secondo i dati pubblicati da Adusbef, ossia l'associazione a difesa degli utenti dei servizi bancari, il costo di gestione di un conto corrente presso le nostre banche è cresciuto del 23% rispetto al 2016. È passato infatti da una media di 82,2 euro agli attuali 101,1 euro. Sottolineaiamo che già un decennio fa, Adusbef accusava le banche: «Costose e poco affidabili».
Le spese variabili (ossia quelle per bonifici, pagamenti, prelievi, ecc) sono addirittura cresciute del 34,2%, passando da una media di 26,6 euro l'anno a 35,7 l'anno. Le spese per disposizioni addirittura sono cresciute del 62,6% nell'ultimo decennio. Le spese fisse invece (come canoni e carte) hanno avuto un incremento del 17,6%.
Va evidenziato che, dal lato delle banche, sta cambiando la struttura del business. I nostri istituti fanno sempre di più ricorso alle alle commissioni e all’attività assicurativa. Nel 2025 ’incidenza complessiva di queste componenti sui risultati operativi è salita quasi al 39%, molto di più rispetto ai principali concorrenti europei (27%).
La crescita dei depositi
A fare felici le banche è il fatto che, oltre ad aver aumentato i costi di gestione, sono cresciuti anche i depositi dei risparmiatori italiani. Nel 2026 infatti sono arrivati a circa 1163 miliardi di euro. In termini nominali si tratta di una crescita del 28,3% ma in termini reali (ossia depurati per l'andamento dell'inflazione) l'aumento della ricchezza si ferma al 4,7%.
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La mappa geografica dei depositi
Tuttavia c'è una forte disomogeneità dal punto di vista geografico. La Regione dove il valore dei depositi bancari è più elevato è la Lombardia, con 239 miliardi. Praticamente un quinto di tutta la ricchezza depositata nelle banche degli italiani si trova lì. Al secondo posto c'è il Lazio con 122 miliardi, mentre sul gradino più basso del podio c'è il Veneto con 105 miliardi. In coda alla classifica c'è la piccola Val d'Aosta con circa 2, 8 miliardi.
Chiaramente questi dati risentono anche della dimensione territoriale. Ecco perché è interessante anche considerare il valore dei conti correnti in rapporto alla popolazione residente. Così Adusbef evidenzia che la provincia più ricca e Bolzano, con una media di soldi depositati di 30.000 pro capite. Al secondo posto c'è Milano con 27.900 e Piacenza con 26.800. In coda alla classifica c'è Nuoro con 10.600.




