Dopo tante volte che ci eravamo illusi, stavolta sembra finalmente che sia stato raggiunto l’accordo tra Stati Uniti ed Iran. E’ una notizia che farà felici i mercati finanziari ed è destinata a creare parecchi volatilità tanto sulle valute quanto sulle materie prime.
La pace stapperà i mercati finanziari
Se la questione del conflitto in Mediamente sarà il driver principale in questo avvio di settimana, i giorni successivi saranno caratterizzati da un lungo susseguirsi di eventi macro molto importanti.
Su tutti spicca la riunione di politica monetaria della Federal Reserve, la prima sotto la presidenza di Kevin Warsh. L’istituto a stelle e strisce dovrebbe mantenere i tassi di interesse invariati, ma i mecati finanziari guarderanno soprattutto alla retorica che verrà utilizzata, perché la convinzione è che ci saranno delle strette entro fine anno a causa delle crescenti pressioni inflazionistiche.
Il dollaro in retromarcia
Intanto i venti di pace nel Golfo spingono i mercati ad abbandonare il dollaro nella veste di bene rifugio. L’Index, che si era avvicinato alla soglia dei 100 settimana scorsa, adesso rischia di perdere anche quota 99 e qualche scricchiolio emerge anche dalla deviazione standard volatilità.
Appuntamenti nel resto del mondo
Anche in Europa il calendario degli eventi è fitto, e si incentra soprattutto sulle banche centrali. Giovedì la Bank of England dovrebbe mantenere il costo del denaro al 3,75%. Prima della riunione ci sarà l’attesato sull’inflazione e le vendite al dettaglio.
Impegni di politica monetaria anche per la Banca Centrale della Svizzera, della Svezia e della Norvegia. Tutte e tre gli istituti dovrebbero confermare il costo del denaro in questa riunione.
Dalla Germania arriverà l’indicatore ZEW del sentiment economico tedesco, che si prevede rimanga in territorio negativo.
La zona Asia-Pacifico
Ci aspettano numerosi dati macro importanti dalla Cina. I mercati finanziari guarderanno principalmente alla produzione industriale alle vendite al dettaglio. In Giappone ci sarà la riunione della Bank of Japan, che dovrebbe operare una stretta di 25 punti base a causa della persistente debolezza dello Yen. Se così sarà, si tratterà della prima stretta da dicembre dello scorso anno, che porterà il tasso di interesse a livello più alto dal 1995. Riunione di politica monetaria anche per la Reserva Bank of Australia.




