L'Italia è il paese europeo che ha subito i danni maggiori dalla Brexit. Sembra un paradosso ma è così. A sostenerlo è l'OCSE, ovvero l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
Brexit dannosa per l'Italia secondo l'Ocse
La capo economista dell'istituto, Catherine Mann, durante un'intervista rilasciata all'Ansa a Parigi dice: «Più del 40% dell'export italiano è diretto verso l'Europa. A seguito della Brexit, il danno che si è prodotto è valutabile nel 1% del Pil italiano nel 2018». Va detto che di recente l'OCSE ha evidenziato che al mondo l'economia non cresce abbastanza. lanciando un monito di ben più ampio respiro.
Il referendum sulle riforme costituzionali
Non si è parlato solo di questo, però. Mann ha anche affrontato il tema del referendum. A due mesi dal voto, l'Ocse sembra schierarsi per il 'si' al varo delle riforme costituzionali. Secondo Mann «sono la chiave per sostenere la crescita dell'Italia e, limitando l'incertezza politica, creano un clima migliore per progredire».
Grillo chiede di fare come i britannici
Di tutt'altro tipo invece è il referendum proposto da Grillo, che attacca l’euro e ne vuole uscire facendo decidere ai cittadini, convinto che vincerebbe l'Italexit.
Il lungo cammino che attende le banche italiane
Circa il sistema bancario italiano, invece, Mann parla di un percorso ancora lungo. «L'Italia è attualmente a metà del guado. Per rafforzare strutturalmente il suo sistema bancario l'Italia non è ancora arrivata dall'altra parte. Le banche italiane sono in una sorta di limbo, risparmiatori e investitori lo sanno bene, e questo contribuisce ad intaccare la fiducia».




