Durante i prossimi giorni il mercato finanziario continuerà ad attendere fiducioso e speranzoso dei segnali di de-escalation dal Medio Oriente. La paura è che se non dovesse esserci una svolta positiva in tempi ragionevoli, l’inflazione crescerà in maniera feroce, condizionando il futuro prossimo dell’economia globale.
Pasqua con addosso la paura dell’inflazione
Questa settimana sarà caratterizzata da un orizzonte temporale più ridotto per via delle festività del Venerdì Santo che anticipano la Pasqua. I mercati azionari e obbligazionari rimarranno così chiusi per il weekend lungo.
Tuttavia il pensiero rimarrà fisso su gli sviluppi della guerra in Medio Oriente, e sui commenti della Federal Reserve riguardo alle prossime mosse di politica monetaria in un contesto nominato dalle preoccupazioni per l’inflazione. Tutto questo potrebbe incidere sull’andamento del dollaro, con l’Index del biglietto verde che rimane attorno quota 100 e non si vedono candele di inversione all’orizzonte.
Una pace ancora lontana
Nonostante le diplomazie continuino a lavorare ai colloqui per un cessate il fuoco nel Golfo, le operazioni belliche vanno avanti e la chiusura dello Stretto di Hormuz continua a pesare terribilmente sui mercati globali.
Nei prossimi giorni gli investitori cercheranno di concentrarsi comunque anche sui dati macroeconomici più importanti che giungeranno dagli USA e dal resto del mondo. Negli USA è molto atteso il rapporto sull’occupazione di marzo, che si prevede annuncerà un aumento di 48000 posti di lavoro non agricoli dopo l’inatteso calo di febbraio. Altri dati importanti riguarderanno l’indice PMI manifatturiero, le vendite al dettaglio e la bilancia commerciale.
Il resto del mondo
In Europa gli investitori si concentreranno sui dati preliminari dell’inflazione di marzo nelle principali economie del blocco. Si prevede che l’indice dei prezzi al consumo nell’Eurozona sia cresciuto al 2,8%, livello più alto da gennaio 2024.
Nell’Asia-Pacifico sono attesi gli indici PMI ufficiali dalla Cina, mentre in Giappone verranno resi noti i dati sul lavoro e le vendite al dettaglio.
In Australia la Reserve Bank pubblicherà il verbale della riunione di marzo, al termine della quale ha deciso per alzare per la seconda volta consecutiva il tasso di interesse.



