Uno dei temi che rendono caldo il dibattito pubblico è quello riguardante l’immigrazione. Gli aspetti politici della questione lasciano sullo sfondo uno dei fattori più interessanti della questione, ossia il ruolo sempre più importante che le donne migranti stanno assumendo nella nostra economia, dal momento che un’impresa di persona migrante su quattro e guidata proprio da una donna.
I numeri sul ruolo della donna migrante nell’impresa
Secondo i dati del centro ricerca Idos, le donne di origine straniera che vivono in Italia e guidano un'impresa sono aumentate del 56% nel periodo che va dal 2011 al 2024. In termini assoluti parliamo di circa 164.000 aziende che fanno capo a donne migranti. Si tratta di un incremento che viaggia ad un ritmo decisamente più elevato rispetto alla crescita totale dell'imprenditoria immigrata.
Anche se i numeri possono sembrare bassi rispetto al totale delle imprese in Italia, si tratta di una tendenza che a lungo andare potrebbe cambiare il volto della imprenditoria nazionale. Proprio per questo, il fatto che sia un fenomeno poco visibile e dibattuto deve lasciare perplessi.
I settori più coinvolti
Analizzando i dati emerge che ci sono alcuni settori industriali dove il ruolo dell’imprenditoria femminile straniera è più marcato. Oppure non mancano le sorprese. In passato infatti si riteneva che le imprese al femminile di donne migranti fossero legate soprattutto ai servizi domestici o di cura. Fino a qualche anno fa così era. Ma lo scenario sta cambiando perché sempre più donne migranti stanno iniziando percorsi imprenditoriali autonomi assai eterogenei. Non soltanto piccoli negozi etnici o attività tradizionali, ma anche piccole e medie imprese investimenti in ambiti per certi versi sorprendenti.
I dati che non ti aspetti
Un settore dove ci si aspetterebbe poco di trovare un’impresa di donna migrante e quello servizi immobiliari. E invece le attività di questo tipo registrano un incremento del 33,3%. Nei servizi finanziari e assicurativi la crescita è stata del 24,7%. Mentre nelle attività professionali scientifiche e tecniche il dato dice 24,2%. In generale se il commercio resta il settore principale (oltre 48 mila imprese), cresce la presenza in comparti come alloggio e ristorazione.



