La nuova guerra del Golfo si sta combattendo in parte sul piano militare, ma soprattutto su quello economico. Il terreno di scontro vero è il mercato petrolifero. Infatti l’arma più potente nelle mani di Teheran è bloccare le forniture energetiche e spingere i prezzi del greggio alle stelle.
Petrolio, ormai è corsa dei prezzi
Se pensiamo che il petrolio sui 100 dollari al barile sia già a una quotazione elevata, non ci rendiamo conto che lo scenario potrebbe peggiorare spingendo i prezzi alle stelle. Tutto dipende dallo Stretto di Hormuz. Se rimarrà chiuso a lungo, allora c'è chi dice che il barile di Brent potrebbe raggiungere addirittura i 200 dollari. Un altro grave problema è che la guerra si sta allargando, e potrebbe coinvolgere altri tra i maggiori produttori di petrolio al mondo.
L’asso nella manica di Teheran
Fino allo scoppio di questa guerra, l’Iran aveva sempre minacciato il blocco attraverso lo stretto di Hormuz, attraverso il quale passa un quinto del petrolio e del GNL mondiale. Ma alla minaccia non erano mai seguiti davvero i fatti e l’Iran non aveva mai bloccato lo stretto prima d’ora. Ha deciso di farlo adesso perché è una questione di sopravvivenza del regime, e in sostanza è rimasta l’unica arma – per altro la più potente – per affrontare Trump.
Lo scenario catastrofico
Se il conflitto dovesse durare settimane se non addirittura mesi, le riserve mondiali di petrolio andranno ad esaurirsi. Questo creerebbe una forte pressione sul mercato spingendo i prezzi del barile alle stelle. Stamattina il Brent ha varcato la soglia dei 110 dollari, ma potrebbe salire ancora nel giro di qualche settimana (per quote aggiornate si vedano i dati dei broker opzioni binarie Italia).
Le mosse USA per calmierare i prezzi
Finora il tentativo di calmierare i prezzi del petrolio attraverso il rilascio riserve da parte del AIE si è rivelato un mezzo flop. Per questo motivo il tesoro americano starebbe valutando altre misure, come ad esempio l’intervento sui mercati dei futures o la sospensione temporanea delle tasse federali sulla benzina, o ancora il divieto temporaneo di export di petrolio dagli USA. Il mercato Tuttavia è perfettamente consapevole che per tornare alla normalità potrebbero volerci molti mesi.



