Quando vennero annunciati i dazi da parte dell’amministrazione americana nei confronti dei prodotti italiani, uno dei settori che tremò maggiormente fu quello del vino Infatti sul mercato americano l’industria del vino made in Italy ha costruito una reputazione ed una forza di mercato che ci consentiva grossi affari. I dazi però hanno provocato la tanto temuta battuta d’arresto del nostro business americano.
I numeri sull’industria del vino
Secondo il report pubblicato da Istat ed elaborato dall'Osservatorio dell'Unione italiana Vini, nel 2025 le esportazioni verso gli Stati Uniti sono scese del 3,7%. Se nel 2024 eravamo riusciti a superare gli 8 miliardi di euro di vendite, nel 2025 ci siamo fermati a 7,78. Se complessivamente l'export globale di vino italiano è sceso di 300 milioni, ben 178 riguardano gli Stati Uniti.
Calo di volume e calo di valore
C’è un aspetto interessante da sottolineare in questi numeri. L’industria del vino ha registrato un calo in termini di valore più elevato rispetto a quello che c’è stato in termini di volume. Questo fa ritenere che nel tentativo di limitare i danni negli USA i produttori abbiano deciso di tagliare i propri margini di guadagno e non scaricare i maggiori costi sul consumatore americano. Del resto quando vennero annunciate le tariffe USA, si sapeve che il costo maggiore l’avrebbero pagato olio e vino.
Mercati extraeuropei ed europei
In generale sul mercato extraeuropeo l’industria del vino italiana ha vissuto un anno difficile, con un calo di circa il 6,4%. Oltre che negli Stati Uniti, il calo dell’export c’è stato anche verso il Regno Unito (3,9%), verso il Canada (5,9%), verso la Svizzera (4,2%) e soprattutto la Russia (16%).
La nota lieta invece è il Brasile con un accelerazione del 3,8%. In Europa invece le cose sono andate decisamente meglio. Ci sono stati degli incrementi robusti in Francia (3,6%) e Paesi Bassi (5,6%).
Le tipologie di vino che tirano di più
Per quanto riguarda la tipologia di prodotto, un dato allarmante riguarda gli spumanti. Dopo anni in cui c’era stata una crescita dell’export di prodotto italiano, lo scorso anno c’è stata una marcia indietro del 2,5%. Va precisato tuttavia che la performance è comunque migliore rispetto ai vini fermi, che hanno subito un calo del 4,3%.



