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Lavoro e inflazione, la FED si muove su un equilibrio sottile

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Nel decidere le mosse da fare in politica monetaria, la banca centrale deve gestire un duplice mandato

I mercati sembrano avere pochissimi dubbi riguardo alla prossima mossa della FED. Per loro, nel meeting di settembre la banca centrale taglierà i tassi di 25 punti base. La convinzione è stata alimentata dagli ultimi dati macro riguardanti il lavoro, che hanno deluso le aspettative.

Il doppio mandato: inflazione e lavoro

oroNel decidere le mosse da fare in politica monetaria, la FED deve gestire un duplice mandato: garantire la stabilità dei prezzi (quindi controllare l’inflazione) e puntare alla piena occupazione nel mercato del lavoro. Ma tanto il primo quanto il secondo fronte mostrano segnali di fragilità.

L’inflazione

Riguardo alla dinamica dell’inflazione, non ci sono ancora chiari segnali delle conseguenze dei dazi statunitensi. Si dà per scontato che ci sarà un impatto sui prezzi al consumo, ma quanto sarà forte non si sa. Potrebbe altresì frenare la crescita economica, ma di quanto non si sa. E potrebbe innescare un ulteriore raffreddamento del mercato del lavoro. Tutto è incerto.
Anche per questo sul fronte obbligazionario si è registrato un rally dei Treasury, con il rendimento decennale sceso al 4,07% e quello biennale al 3,51%, il livello più basso dal 2022.

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Gli ultimi dati del BLS

E’ in special modo il fronte del lavoro a preoccupare. Il Bureau of Labor Statistics ha segnalato per agosto un numero di nuove assunzioni molto più basso rispetto alle stime, mentre il tasso di disoccupazione è cresciuto al 4,3%. Ciò dimostra che il mercato del lavoro si sta progressivamente raffreddando. Questo aspetto conferma ciò che Powell dice da tempo, ossia che l’equilibrio dei rischi sembra spostarsi verso il mercato del lavoro.
Anche l’ultimo Beige Book della Fed segnala pressioni sul fronte occupazionale (ma anche su quello inflazionistico). Le aziende, in diversi casi, hanno ridotto gli organici per via delle dimissioni o della domanda più debole.

Il dollaro soffre

Chi continua a essere debole è il dollaro. L’index si aggira intorno a 97,8 (con l’indicatore awesome oscillator trading che evidenzia la fragilità del biglietto verde), proprio perché i mercati prevedono un taglio di 25 punti base la prossima settimana, e altri ancora entro fine anno. Anzi, c’0è chi ritiene possibile un taglio a settembre di mezzo punto percentuale.

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