Negli ultimi giorni l’ufficio studi della CGIA ha elaborato un report sui dati riguardanti le tasse in Italia, basandosi sui numeri forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Da questa pubblicazione emerge il quadro di un’Italia spaccata in due dalla pressione fiscale.
Gli ultimi numeri sulle tasse
Il report si riferisce ai numeri relativi all’anno di imposta 2023, che hanno portato un versamento complessivo di 190 miliardi di IRPEF, ossia l’imposta sul reddito delle persone fisiche che proprio in questo giorni è al centro dell’interesse per il taglio promosso dal governo Meloni.
Il gettito derivante da questa tassa – applicata ad una platea di 42,5 milioni di contribuenti – è pari a un terzo di quello complessivo che incassa l’Erario. A livello nazionale la media del versamento è pari a 5.663 euro per contribuente, ma viaggiando lungo lo stivale si colgono delle differenze anche notevoli da zona a zona.
Milano regina delle tasse
Il carico fiscale maggiore grava sulla Città Metropolitana di Milano (leader anche della classifica con il reddito complessivo medio più elevato, pari a 33.600 euro), dove l’imposta media netta sfiora gli 8850 euro, ossia oltre il 50% in più rispetto alla media nazionale.
Roma si colloca subito dietro con un importo che sfiora i 7.400. Sul gradino più basso del podio c’è ancora una zona della Lombardia, ossia Monza e Brianza con 6.900. Il resto delle prime posizioni in classifica è dominata da città del Nord: Bolzano, Bologna, Parma, Lecco, – Trieste, Modena e Genova.
La spaccatura con il Sud
Come già evidenzia la classifica, per quanto riguarda le tasse c’è un forte divario tra Nord e Sud. Il gettito IRPEF del Mezzogiorno infatti è di gran lunga inferiore, visto che la prima città che compare nella classifica è Cagliari che si colloca soltanto al 25esimo posto su 107 province.
Se poi guardiamo al reddito medio e un altro dato che fa riflettere: nel Mezzogiorno oltre il 70% dei contribuenti dichiara un reddito inferiore alla media italiana, pari a 24.830 euro. In Calabria questa percentuale arriva addirittura al 77,7%.



