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Prezzi, rischio aumento fino al 20% per i vini italiani negli Stati Uniti

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Parliamo di uno dei prodotti simbolo del made in Italy, apprezzatissimo dai clienti americani

La questione delle tariffe commerciali continua ad essere in primo piano per l’economia globale. Il rapporto tra Stati Uniti e Unione Europea è ancora teso dopo il primo accordo sui dazi. Tra i settori che risentiranno di più della battaglia commerciale c’è quello vitivinicolo, visto che i prezzi nel mercato americano potrebbero subire una feroce impennata, innescando così un calo sensibile delle vendite.

Gli effetti dei rincari dei prezzi

oroIl vino è uno dei prodotti simbolo del made in Italy, ed è apprezzatissimo dai clienti americani. Ma a causa della battaglia commerciale innescata da Trump, i prezzi di ogni bottiglia sugli scaffali in America potrebbero lievitare fino al 20%. Il pericolo di un contraccolpo per l’intero settore è molto forte, dal momento che gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato di sbocco del nostro export vitivinicolo. Negli Stati Uniti il 2024 si è chiuso con circa 1,9 miliardi di euro di fatturato per il nostro export.

I prodotti più colpiti

I vini bianchi DOP del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia saranno quelli in assoluto più colpiti, visto che il valore esportato è pari a 138 milioni di euro (dati 2024). Il rincaro dei prezzi produrrà un forte contraccolpo anche sui vini rossi toscani e piemontesi (che hanno un valore esportato complessivo di 400 milioni), nonché sul prosecco DOP (che ha un valore esportato di 491 milioni).

Il grido d’allarme delle imprese

L’introduzione dei dazi su un mercato chiave come quello americano finirà per colpire in primo luogo le piccole e medie imprese, che dopo anni di investimenti per tenere alta la qualità e per internazionalizzarsi potrebbero vedere compromessi i risultati raggiunti finora dall’aumento dei prezzi nel mercato americano. Questo perché i competitor locali e anche stranieri potrebbero avere la strada libera per rosicchiare loro quote importanti di mercato. Senza considerare che tutto questo alimenterà il fenomeno dell’italian sounding.

Il danno non sarebbe soltanto di tipo economico ma anche a livello occupazionale, perché è chiaro che le imprese di fronte a uno scenario simile dovranno ridimensionare i costi o la produzione che di conseguenza la manodopera impiegata.

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