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Banca Centrale USA, sarà un meeting molto interessante

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La crescente aspettativa attorno a questa riunione deriva dalle grandi tensioni che ci sono con la Casa Bianca

Siamo arrivati al momento dell’ultimo meeting di politica monetaria della Fed prima della vacanza estiva. Il mercato ritiene che la Banca Centrale Americana lascerà i tassi invariati ancora una volta, ma comunque si aspetta una delle sedute più interessanti degli ultimi anni.

Il problema tassi per la Banca Centrale USA

La crescente aspettativa attorno a questa riunione della Fed, che tutto sommato sul fronte dei tassi sarà sicuramente interlocutoria, deriva dalle grandi tensioni che ci sono con la Casa Bianca. Il Presidente Trump da tempo ormai chiede alla guida Jerome Powell di abbassare i tassi, addirittura di almeno tre punti, e non gli ha risparmiato critiche feroci nelle ultime settimane. Se la Banca Centrale USA manterrà ancora il costo del denaro invariato, sicuramente la tensione crescerà ancora.

Un ciclo di attesa

A giugno scorso la Federal Reserve ha lasciato il tasso dei fondi federali nella forbice tra 4,25-4,5%, scegliendo la strada della prudenza di fronte alle prospettive incerte per inflazione e crescita economica. Questo approccio wait and see ha reso ancora più debole in dollaro, che era scivolato addirittura verso 97 (tanto da disegnare una evening star mensile), prima del recupero degli ultimi giorni dopo l’accordo commerciale con la UE.

Una questione di indipendenza

La tensione tra Trump e Powell agita i mercati perché sostanzialmente c’è in ballo l’indipendenza della Banca Centrale Americana, che va salvaguardata. Questo vale ancora di più nell’attuale momento storico, alla luce delle gravi turbolenze che l’amministrazione Trump ha già generato nell’economia globale. Ecco perché i mercati guarderanno però soprattutto agli orientamenti che emergeranno all’interno del Fomc, l’organo di politica monetaria della banca centrale. Molti di quelli che seguono strategie trading con indicatori saranno concentrati sui grafici sia durante che dopo la riunione della FED.

Le prossime riunioni

I dubbi maggiori riguardano infatti le prossime mosse che farà la Federal reserve, a cominciare da settembre, mese in cui i mercati ritengono ci sarà un nuovo taglio dei tassi di interesse. Generalmente i segnali di dissenso all’interno del board sono infrequenti, ma stavolta potrebbero esserci e sarebbero un chiaro sintomo di tensioni interne sulla direzione di politica monetaria. Un paio di membri infatti sostengono apertamente le idee del presidente Trump che vuole una banca centrale più accomodante, sulla scia di quanto sta già facendo la BCE.

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