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Debito pubblico, ad aprile in Italia è stato registrato un nuovo record storico

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Gli ultimi dati forniti da Bankitalia hanno evidenziato che nel mese di aprile 2025 il debito pubblico italiano ha toccato un nuovo record storico a quota 3063,5 miliardi di euro. Questo significa che in capo ad ognuno dei 58,9 milioni di abitanti del paese, ci sono circa 52 mila euro di debito.

Trend crescente del debito pubblico

bancaLa cosa preoccupante dei dati forniti da Banca d’Italia è che si conferma un trend crescente del nostro debito pubblico. L’ultimo calo mensile registrato risale a dicembre del 2024, mentre nell’anno in corso ci sono stati soltanto incrementi, malgrado le politiche di spesa pubblica che sono state più stringenti da parte dell’attuale Governo.

Inoltre se escludiamo il calo avvenuto nel mese di dicembre 2024, l’incremento del debito pubblico italiano prosegue da oltre un anno. Ormai si trova stabilmente oltre la soglia dei 3000 miliardi di euro. Perfino l’ammontare al netto delle riserve liquide del Ministero del Tesoro, ossia il denaro a disposizione dello Stato italiano, è un passo dal superare questa soglia.

Il rapporto debito/PIL

In rapporto al nostro prodotto interno lordo, che nel 2024 è stato poco meno di 2200 miliardi di euro, il debito pubblico italiano sfiora il 140%. Soltanto in Giappone, Grecia, Eritrea e Venezuela si registrano rapporti Debito/PIL più elevati del nostro. Ciò vuol dire che ogni anno il nostro paese paga circa 80 miliardi di euro di interessi sul suo debito pubblico (il tasso implicito è del 3%, che resta comunque più basso di quello medio di missione dei titoli di Stato).

Le ragioni della corsa

Ma perché il debito pubblico italiano continua a crescere? Il principale motivo per cui si assiste a questa tendenza in costante aumento è il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche. Dopo il calo avvenuto tra il 2022 e il 2023, quando questa spesa era più o meno stabile attorno a 50 miliardi (nel periodo Covid invece era schizzata verso l’alto), negli ultimi due anni c’è stata una forte ripresa, tanto da arrivare a sfiorare e poi superare i 100 miliardi di euro ogni mese già nel 2024.

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