La pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione di politica monetaria della Federal Reserve conferma quanto già si sapeva. L’istituto di Washington non ha alcuna fretta di effettuare nuovi tagli dei tassi di interesse, che attualmente si trovano nell’intervallo compreso tra il 4,25% e il 4,5% (nell’ultimo meeting sono stati mantenuti fermi).
Qual è la posizione della Federal Reserve
La grande maggioranza dei membri del FOMC, il comitato che regola la politica monetaria della Federal Reserve, è stata favorevole a lasciare il tasso di riferimento invariato, mantenendo una posizione in politica monetaria ancora restrittiva perché la battaglia contro l’inflazione ancora non è vinta.
Secondo i membri del board, prima di procedere a nuovi aggiustamenti è necessario avere più dati che confermino i progressi al ribasso dell’inflazione. Secondo alcuni funzionari c’è il bisogno di vedere un ulteriore calo verso l’obiettivo del 2% fissato dalla Federal Reserve, prima di sostenere un nuovo taglio. In linea di massima, è quello che già aveva anticipato il numero uno Jerome Powell parlando al Congresso.
L’effetto Trump
I banchieri centrali americani guardano con attenzione anche le mosse della nuova amministrazione Trump. Le politiche del presidente – in special modo quelle tariffarie – potrebbero avere effetti importanti sull’economia globale e anche sull’inflazione Usa. Tant’è che i membri del FOMC hanno “generalmente sottolineato i rischi al rialzo per le prospettive di inflazione“.
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La reazione del mercato
La lettura dei verbali della Federal Reserve non ha cambiato granché l’andamento dell’indice del dollaro, che scambia sempre verso 107,1, come si vede sui Consob siti trading autorizzati. Gli investitori stanno attualmente valutando un taglio di un tasso del tasso di fondi Fed per il 2025, con la possibilità di una secondo.
Sul fronte azionario, lo S&P500 e il NASDAQ 100 hanno entrambi chiuso ai massimi record, aumentando dello 0,2% e 0,1%, rispettivamente, mentre il Dow Jones ha aggiunto 73 punti.


