Come avevano previsto le stime sul PIL americano, l'economia a stelle e strisce è entrata ufficialmente in recessione tecnica. Si tratta di quella situazione nella quale il prodotto interno lordo cala per due trimestri consecutivi. Tuttavia, il calo del PIL americano è stato inferiore a quanto inizialmente stimato.
Il dato sul PIL e la recessione
Secondo i dati dell'ufficio di statistica infatti, l'economia Usa nel secondo trimestre si è contratta a un tasso annualizzato dello 0,6%. Si tratta di una revisione al rialzo rispetto al calo dello 0,9% stimato in precedenza. Inoltre il dato è migliore delle attese degli economisti, che si aspettavano un calo dello 0,8%. Resta comunque il fatto che gli States sono in recessione tecnica. Del resto era da diverse settimane che il timore della recessione economica stava diventando assai concreto.
Ma è una recessione vera?
Va detto però che il concetto di recessione non si sposa perfettamente con lo stato di salute dell'attività economica statunitense. Infatti i segnali che giungono sono più coerenti con l'idea di un Paese che rallenta, piuttosto che in recessione vera. Del resto la stessa definizione del National Bureau of Economic Research parla di "calo significativo… normalmente visibile nella produzione, nell'occupazione, nel reddito reale e in altri indicatori".
Dati contrastanti
Ebbene, i segnali che arrivano sono di tutt'altro genere. Vendite al dettaglio e produzione industriale sono toniche, mentre il mercato del lavoro è ancora solido. Il numero di persone che ricevono sussidi dopo una prima settimana di aiuti è sceso di 19.000 unità a 1,415 milioni nella settimana conclusasi il 13 agosto. Il tasso di disoccupazione è sceso al minimo pre-pandemico del 3,5% a luglio, dal 3,6% di giugno. E alla fine di giugno c'erano 10,7 milioni di posti di lavoro vacanti.
La palla passa alla FED
La preoccupazione è comunque che una maggiore aggressività da parte della Federal Reserve, impegnata a combattere l'inflazione, potrebbe peggiorare le cose. E allora sì che la recessione "vera" potrebbe diventare una prospettiva concreta. Per questo motivo si aspetta con interesse quello che dirà Jerome Powell al simposio dei banchieri centrali di Jackson Hole.




