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Economia, grido d’allarme dell’agricoltura: 1 miliardo di danni per la siccità

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Le situazioni più critiche sono quelle del Distretto del fiume Po e quello dell’Appennino centrale

L'Italia è un paese dove una delle voci più importanti dell'economia è l'agricoltura. Ma in questo periodo di grande caldo, la siccità che sta colpendo molte aree del Paese potrebbe provocare danni enormi.

Rischio per la nostra economia

agricolturaLa Cia-Agricoltori italiani ha effettuato una stima dei possibili danni provocati dall'emergenza clima. I danni potrebbero arrivare ad oltre un miliardo di euro. Le situazioni più critiche sono quelle del Distretto del fiume Po e quello dell’Appennino centrale, dove le precipitazioni sono ben al di sotto delle medie del periodo, mentre le temperature sono oltre quelle che si registrano solitamente in questo periodo. A giugno infatti si sono registrati in media tra i 3 e i 4 gradi sopra la media stagionale.

Questo scenario si somma ad un latro grave problema: i produttori agricoli guadagnano pochissimo su quello che viene speso dai consumatori.

I danni alla produzione agricola

I problemi per l'economia di alcune aree del Paese sono enormi. Nel bacino del Po, ad esempio, è a rischio il 50% della produzione agricola. L’agonia del fiume più grande d’Italia è solo il simbolo della grave siccità che investe tutta la pianura padana e che si estende al centro e al sud. Ma se queste sono le situazioni più gravi, quasi tutta l’Italia sta soffrendo il gran caldo e la carenza di acqua. Ogni giorno che non cade pioggia, lo stato di allerta cresce.

Situazione compromessa in alcune aree

La situazione è critica dal momento che questo periodo è cruciale per l'intero raccolto dell’anno. In alcune zone potrebbe addirittura essere compromessa l'intera raccolta di frutta e verdura. Il grano, in fase di raccolta, è tra le colture meno a rischio. Ma al tempo stesso anche il grano è in difficoltà, perché risente direttamente degli effetti della guerra in Ucraina. Senza contare i problemi legati al rincaro del 170% dei fertilizzanti e del prezzo del gasolio agricolo, quasi triplicato in un anno.

Problema strutturale

Per questi motivi si ipotizza un razionamento dell’acqua per usi civili, così da destinarne parte all'economia agricola. In Piemonte, la regione più colpita, già oltre 200 i Comuni hanno deciso limitazioni. In Emilia Romagna è stato dichiarato lo stato di crisi regionale e i Comuni sono invitati ad emettere ordinanze locali per il risparmio idrico. Va però ribadito che sono decenni che la penuria d’acqua è un problema strutturale del paese, ma nessuno ci ha mai messo mano per davvero.

 

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