Il mercato della frutta estiva sta attraversando una fase di crisi acuta. I prezzi sono così in calo che per i produttori è diventato molto complesso riuscire a coprire i costi sostenuti per la produzione.
I fattori di rischio per il mercato della frutta
A generare questo ambiente così pesante per il mercato della frutta estiva sono tre fattori. Anzitutto l'andamento del clima degli ultimi mesi. Davvero anomalo. Si è passati da un prolungato periodo di piogge e grande freddo, a un periodo di improvviso clima rovente. Questo ha finito per accavallare i raccolti delle produzioni in serra con quelle a pieno campo. Se il freddo ha agito da limitatore della crescita dei frutti, il caldo improvviso in seguito l’ha fermata.
La concorrenza straniera e le nuove abitudini di consumo
In secondo luogo la concorrenza di altri principali paesi produttori, come denunciato più volte da Coldiretti. Ad esempio sono aumentate notevolmente le importazioni di frutta dalla Spagna, che ha registrato un’annata di sovrapproduzione. Infine c'è il cambiamento delle abitudini di consumo della popolazione, che mangia sempre meno frutta di stagione.
Le conseguenze economiche e occupazionali
La combinazione di questi fattori ha generato una compressione forte dei prezzi pagati agli agricoltori. Basti pensare che il prezzo all’origine delle albicocche è intorno ai 30/35 centesimi, e siccome non compensa neppure i costi di raccolta, molti agricoltori sono costrette a lasciarle sugli alberi. Le susine arrivano a malapena a 70 centesimi al chilo, contro 1,20 euro dello scorso anno. Disastrosa è la situazione delle ciliegie, con un crollo della produzione. Per l’anguria e il melone, invece, la stagione, iniziata male per le primizie e il prodotto sotto serra, ora sta migliorando. E' un peccato perché questo scenario rischia di rovinare alcune tendenze positive, come l'aumento dei consumi di prodotti BIO
La speculazione a danno dei produttori
Tutto questo alimenta anche fenomeni speculativi a danno di chi lavora nelle campagne. Non a caso qualche giorno fa, più di 100mila le albicocche sono state regalate ai turisti e ai cittadini di Sorrento, Pozzuoli e Salerno. L'iniziativa voleva proprio denunciare le speculazioni in atto nelle campagne, dove la frutta viene pagata agli agricoltori pochi centesimi al chilo. Il problema della crisi del mercato della frutta si traduce in gravissime ripercussioni sulla occupazione (oltre 100 mila persone lavorano nel settore) mettendo a rischio almeno 10 milioni di giornate di lavoro.




