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Lavoro, nel 2017 boom dei contratti a chiamata: +129%

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Critici i sindacati: c’è stata solo una precarizzazione e frantumazione del mercato

Se l’occupazione continua  a crescere in Italia, purtroppo c’è una faccia della medaglia che è meno piacevole. Nel corso del 2017 sono cresciuti infatti del 129,5% rispetto all’anno precedente i contratti di lavoro a chiamata. Il dato emerge dal report “Osservatorio periodico sul precariato” che è stato pubblicato dall’Inps.

L’aumento delle “chiamate” per il lavoro

Dalle 12mila chiamate che c’erano state l’anno scorso si è passati a 278mila chiamate nei primi 8 mesi del 2017. Secondo l’Inps, le aziende italiane hanno bisogno di ricorrere a strumenti contrattuali flessibili per il lavoro, che vadano a sostituire i voucher (eliminati da marzo scorso). Un altro aspetto da associare alla scomparsa dei voucher è anche la crescita dei contratti di somministrazione (+19,2%).

Duro attacco dei sindacati

Duro il commento dei sindacati a questi report. Secondo loro sarebbero infatti la chiara dimostrazione che il Jobs Act ha fallito, e che la crescita dell’occupazione in realtà non è reale, ma c’è stata solo una precarizzazione e frantumazione del mercato del lavoro.

Calano i contratti a tempo indeterminato

Un’ulteriore dimostrazione è il calo dei contratti a tempo indeterminato, che secondo Inps sono scesi nei primi otto mesi del 2017 del 3,5% rispetto all’anno precedente (793.385 nuovi contratti). Nel complesso i nuovi rapporti di lavoro (fissi e a termine) nel periodo sono stati 4.597.982 (+19,2% rispetto allo stesso periodo del 2016) a fronte di 3.653.940 cessazioni, anche queste in crescita (+15,9%), ma meno delle assunzioni.

Sul totale delle assunzioni, il numero di contratti a tempo indeterminato è scivolato verso il basso, arrivando al 24% nei primi otto mesi del 2017. Se facciamo un raffronto con i dati del 2015, quando era in vigore l’esonero contributivo triennale per i contratti a tempo indeterminato, l’incidenza dei nuovi contratti a tempo indeterminato sul totale era addirittura al 38,4%.

Bilancio buono per il Programma “Garanzia Giovani”

Riguardo altre misure ci sono dei dati positivi. Il Programma “Garanzia Giovani” nel corso di questi 8 mesi del 2017 ha incentivato 36.236 rapporti di lavoro; mentre più del doppio (75mila) sono frutto della misura “Occupazione Sud” (60.129 assunzioni e 15.828 trasformazioni).

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